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Campionati e Risultati: NAZIONALI REGIONALI PROVINCIALI GIOVANILI    

Ancora brutti episodi sui campi dilettantistici della Liguria

Oramai sembra un disco rotto, sempre gli stessi episodi e sempre gli stessi discorsi. Ogni settimana attendiamo il giovedì per vedere le decisioni del Giudice Sportivo con le squalifiche per le risse in campo, mani addosso all'arbitro, ai giocatori avversari, bestemmie, parolacce e quant'altro, con gare che non si riescono a terminare, Forze dell'Ordine che devono intervenire a fine gara per sedare le situazioni, accogliere le eventuali denunce, aiutare il Direttore di Gara a lasciare lo stadio incolume.

Poi il giovedì esce la sentenza e nei casi più gravi c'è sempre la difesa da parte dei giocatori che accusano gli arbitri di scrivere menzogne sui referti. C'è qualcosa che non va. Non riesco a capire quale interesse possa avere un direttore di gara a falsificare il referto. Cosa può essere, una specie di vendetta da parte della categoria arbitrale che ha pieni poteri e quindi può decidere del futuro calcistico di una persona ? Mi hai rotto le scatole e quindi ti faccio dare il massimo possibile raccontando le cose successe in maniera esagerata oppure inventando di sana pianta ? Mi sembra strano. Non voglio difendere la categoria arbitrale a tutti i costi però i conti non tornano. Forse è vero che gli arbitri sono scarsi ma lo siete anche voi. Gli arbitri sono di Prima e Seconda Categoria e dovete cercare di capire tutti quanti che sono al livello del vostro torneo. Non potete pensare di avere Collina ad arbitrarvi, che in ogni caso non era infallibile neppure lui. Questi signori, vuoi per passione o per quel poco denaro che guadagnano o per qualsiasi altro motivo, vengono tutti i weekend a farsi trattare a pesci in faccia nei campetti di periferia per fare in modo che i vostri campionati di basso livello, che dovrebbero essere animati da spirito decoubertiniano, possano svolgersi in maniera più o meno corretta. L'autoarbitraggio è una cosa già difficile a livello Pulcini, non credo che due squadre di adulti possano gestire la situazione in maniera autonoma, finirebbe a coltellate.

Nello specifico, lo scorso fine settimana, ci sono stati due episodi più eclatanti di altri. Le gare in questione sono Camporosso-Legino di Prima Categoria girone A, sospesa alla fine del primo tempo per aggressione all'arbitro e Panchina-Rapid Nozarego Seconda Categoria girone E che ha visto l'episodio incriminato appena l'arbitro ha fischiato la fine. In entrambi i casi due squalifiche esemplari per i giocatori: Antonio Carbone del Camporosso 5 anni ed Emanuele Pulli della Panchina 1 anno e quattro mesi. Il primo ha già detto che è tutto falso quello che l'arbitro ha scritto nel referto e che agirà per vie legali.

Nelle mie esperienze personali di gare viste ho sempre notato un clima infuocato nei confronti dell'arbitro che spesso non riesce a dirigere con la dovuta tranquillità l'incontro: 30 persone che protestano tra giocatori in campo e panchina, pubblico ululante e pandemonio costante. L'arbitro non può sbagliare mentre vedi calciatori che non sanno stoppare un pallone, fare un passaggio di tre metri, sbagliano gol incredibili e fanno errori tattici e di posizione che non vedi neppure negli Esordienti. Cosa facciamo, ci prendiamo tutti a pugni in faccia ?

Per l'ennesima volta è giunto il momento di farsi un esame di coscienza e chiedersi se questo è il calcio dilettantistico che vogliamo vedere e giocare con passione, con divertimento, per passare un paio d'ore a tirar calci ad un pallone. Perché questo dovrebbe essere: una sana rivalità che finisce al triplice fischio.

 

Di seguito ecco le decisioni del Giudice Sportivo uscite sui Comunicati Ufficiali del 27 febbraio

gara del 23/02/2014 CAMPOROSSO - LEGINO 1910

Il Giudice Sportivo

- Letto il referto arbitrale nel quale risulta che al termine del primo tempo, sul risultato di 0 a 0, il direttore di gara ha decretato la sospensione della partita a causa della condotta violenta posta in essere dal signor Antonio CARBONE tesserato della società CAMPOROSSO;

- Rilevato che il direttore di gara scrive negli atti ufficiali di aver espulso il predetto giocatore, al minuto 34º del p.t. per somma di ammonizioni, e che il medesimo, alla notifica del provvedimento, gli rivolgeva espressioni gravemente ingiuriose e minacciose, allontanandosi poi grazie all'intervento di un compagno di squadra;

- Evidenziato che nel supplemento arbitrale risulta che lo stesso signor Antonio CARBONE, durante l'intervallo, all'ingresso nello spogliatoio del direttore di gara lo colpiva con un forte pugno al volto, all'altezza dello zigomo sinistro, procurando forte dolore e fuoriuscita di sangue dal naso e lo faceva urtare con la schiena contro il muro dello spogliatoio. Successivamente, nonostante l'intervento del proprio dirigente addetto all'arbitro, il signor CARBONE colpiva nuovamente il direttore di gara questa volta con un violento calcio all'addome;

- Considerato che, a seguito delle lesioni subite, il direttore di gara sospendeva la partita e si recava al Pronto Soccorso dell'Ospedale S. M. di Misericordia di Albenga ove gli è stato diagnosticato un trauma zigomatico con sospetto emoseno e trauma contusivo epigastrico con prognosi di giorni venti;

- Ritenuto che la sconsiderata condotta posta in essere dal calciatore, evidentemente, con la coscienza di mettere a repentaglio l'incolumità fisica dell'arbitro è di estrema gravità e pericolosità e, per la sua modalità di esecuzione, desta particolare allarme sociale nel mondo calcistico;

- Considerato che per poter determinare la sanzione ritenuta equa ed appropriata in relazione al comportamento di cui si è reso tristemente protagonista il giocatore Antonio CARBONE, occorre ora analizzare il pericoloso gesto d'impeto al fine di poter valutare la particolare gravità e pericolosità della summenzionata condotta violenta, connotata da dolo intenzionale ed in assoluto contrasto con il rispetto dell'integrità fisica altrui e dello stesso bene della vita che trovano sempre ampia tutela nell'ordinamento sportivo nazionale, che è bene sottolinearlo, è di natura settoriale e di diretta derivazione dell'ordinamento generale dello Stato con tutte le conseguenze logico-giuridiche che ne conseguono. E' evidente, dunque, come il giocatore del Camporosso abbia agito senza che vi fosse alcun rapporto di funzionalità con il giuoco, addirittura, quando l'arbitro aveva già raggiunto gli spogliatoi; ne consegue che nella fattispecie la gara sportiva ha rappresentato la mera occasione per cagionare l'evento lesivo. Importante ribadire, a tal proposito, che il presupposto fondamentale dell'attività sportiva è quello dedicato alla valorizzazione dei principi di lealtà, correttezza e rispetto per la salute umana, ai quali tutti i soggetti praticanti si devono ispirare in ogni rapporto di natura agonistica e, comunque riferibile all'attività sportiva in genere (amatoriale, dilettantistica o professionistica che sia). Non vi è dubbio, in definitiva, dunque che il gesto di cui si è reso responsabile il calciatore Antonio CARBONE, al di là delle effettive conseguenze lesive cagionate, è molto grave evidenziando una pericolosa attitudine verso inaccettabili ed incontrollabili condotte violente che l'ordinamento sportivo ripugna fermamente. Alla luce delle summenzionate motivazioni si ritiene che nel caso in questione la sanzione equa ed appropriata per il comportamento del calciatore Antonio CARBONE non può che essere quella prevista nel massimo edittale della pena prevista dal Codice di Giustizia Sportiva, e cioè di cinque (5) anni.

- Ritenuto comunque che il predetto calciatore nelle passate stagioni sportive, disputate nei campionati Liguri, non ha mai riportato squalifiche per comportamenti violenti o comunque tali da far emergere una personalità incline alla violenza, per cui in considerazione della funzione rieducativa della pena finalizzata al reinserimento sociale e soprattutto della mancanza di precedenti specifici si ritiene di non applicare l'ulteriore sanzione della preclusione alla permanenza in qualsiasi rango o categoria della F.I.G.C.; ciò premesso, delibera di infliggere:

- alla Società CAMPOROSSO la punizione sportiva di perdita della gara con il punteggio di 0-3;

- Antonio CARBONE, CAMPOROSSO, per condotta violenta nei confronti del direttore di gara, la squalifica fino al 27 Febbraio 2019 e l'inibizione a svolgere qualsiasi ruolo in seno alla F.I.G.C.

 

gara del 22/02/2014 PANCHINA - RAPID NOZAREGO

Il Giudice Sportivo della Delegazione Distrettuale di Chiavari, Avv. Federico Messuti, assistito dal rappresentante dell’A.I.A., Sig. Giovanni Pessagno, nella seduta del 26 Febbraio 2014, ha adottato le decisioni che di seguito si riportano.

A CARICO CALCIATORI NON ESPULSI DAL CAMPO 

SQUALIFICA FINO AL 30/06/2015 

PULLI EMANUELE (PANCHINA) 

Dal supplemento del rapporto arbitrale risulta che al 49' del secondo tempo, mentre l'arbitro fischiava la fine della gara, veniva colpito violentemente alla schiena con tutte e due le mani, procurandogli un forte dolore, dal giocatore nr 17 sig. Pulli Emanuele della società Panchina Chiavari. A seguito dell'aggressione, cadeva a terra sbattendo con forza la testa al suolo procurandogli un momentaneo stordimento. Questi, poteva uscire senza problemi dal recinto di gioco e si recava al pronto soccorso dell'ospedale di Lavagna per sottoporsi ad accertamenti. Dimesso con prognosi di dieci giorni. 

 

 

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  Scritto da Pennino Penna il 27/02/2014
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