Sestrese: il ritorno a casa di Matteo Perelli

Matteo Perelli talentuoso attaccante, classe 1989, nato e cresciuto a Sestri Ponente, torna a vestire la maglia verdestellata dopo gli anni nella Scuola Calcio. Da ragazzino lo prende il Torino dove compie tutta la trafila delle giovanili. Poi, non ancora maggiorenne, gioca un campionato da protagonista in prestito alla Pro Belvedere Vercelli, in D, e viene convocato nella Nazionale U18 di categoria dove vince l'Europeo nel 2008 con 6 gol in otto gare. L'anno dopo passa al Genoa dove gioca con la Primavera. Poi altre esperienze: di nuovo a Vercelli, Siracusa, Sanremo, sempre in C2, poi in D con Borgosesia, Acqui e Gozzano dove si infortuna gravemente. Adesso la nuova avventura in verdestellato, dove è stato fortemente voluto dal presidente Sebastiano Sciortino, dal d.g. Pietro Libbi e dal mister Luca Monteforte.
Le prime parole da verdestellato di Matteo Perelli: “Torno a casa. Ho voluto fortemente tornare a vestire questa maglia perché qui mi sento a casa e credo nella voglia e nelle capacità di fare calcio delle persone di questa società. Avevo alcune offerte in categorie superiori ma onestamente ho preferito fare questa scelta perché qui ho grandissime motivazioni per fare bene. In questi anni ho sempre seguito la Sestrese, questi colori sono i miei. Sono orgoglioso di tornare a far parte di questa società. Qui conosco tutti, ringrazio il presidente, il direttore Libbi e il mister Monteforte, una persona che sa e insegna calcio. Voglio crescere, imparare ancora e migliorare e sono certo che con questo allenatore e in questo ambiente posso farlo. Ho trovato un bellissimo gruppo, che ha grande voglia di fare bene”.
Ricordiamo che la carriera di questo ragazzo è stata bloccata da un episodio veramente incredibile. Infatti rileggendo il suo curriculum viene spontaneo domandarsi: ma cosa è successo quando era al Genoa ? Era un fenomeno e poi in prestito fino a scendere in serie D. Succede a molti, è vero, ma in questo caso l'aneddoto è particolare. Stagione 2008/09, il Genoa lo acquista per portarlo in Primavera dove si fa notare dal tecnico Gasperini che vede in lui un potenziale talento e decide di aggregarlo stabilmente alla prima squadra dei Grifoni dove, nel ruolo di vice Milito, acquisisce ancora maggiore esperienza sul campo e il 5 ottobre del 2008, nella partita Genoa-Napoli, si toglie la soddisfazione della sua prima (ed ultima) panchina in serie A. Non gioca ma viene sorteggiato all'antidoping e dopo pochi giorni scoppia la bufera, per lui soprattutto: nelle sue urine viene rilevato tetraidrocannabinolo in quantità superiore ai 15 ng/ml, in parole povere ha fumato una "canna" ma non necessariamente perché potrebbe bastare anche il fumo passivo (per capirci il limite per il ritiro della patente, se fermati mentre si è alla guida, si aggira sui 300 ng/ml). Giustamente bisogna ricordare che ci sono delle regole, forse in questo caso un po' rigide, e Matteo Perelli le ha stupidamente infrante, è vero che fumare cannabis è illecito anche se moltissime persone nella vita hanno provato l'esperienza, la lotta al doping è giustissima anche se fumare non crediamo che possa aiutare a migliorarti nelle prestazioni, tutto questo è vero ma compromettere una carriera di un giovane calciatore per una cosa del genere sembra veramente una follia ipocrita. Matteo Perelli aveva giocato sabato 4 ottobre una partita con la Primavera del club rossoblu. Della convocazione per la gara con la prima squadra era venuto a conoscenza in un secondo momento. Forse ha fumato dopo la partita con la Primavera oppure è stato solo in compagnia di fumatori, fatto sta che qualcosa è successo. Insomma ha commesso una leggerezza ed incantato dalle sirene dell'esordio nella massima serie non ha avvertito di questa cosa la società, pagandone in seguito le conseguenze. Naturalmente il Genoa, giustamente per le regole che ci sono, lo ha tagliato fuori e punito per la sua imprudenza. Certo che è strano che si possa guidare l'automobile con una dose di cannabis nel corpo venti volte maggiore a quella di un ragazzino che tira calci ad un pallone in serie A. Poi magari vedi i calciatori, in discoteca, bere ed ubriacarsi come tedeschi all'Oktoberfest ma quello è lecito.... mah.
Caro Matteo Perelli l'augurio è che tu possa tornare a far vedere i lampi della tua classe con la maglia verdestellata con la quale hai iniziato la tua carriera da bambino.
Scritto da La Redazione il 18/09/2013













