Il Rapallo prima squadra rischia di ritirarsi dal campionato

E' una notizia clamorosa quella che circola nella cittadina del golfo del Tigullio: il Rapallo, con molte probabilità, non parteciperà al campionato di Prima Categoria e la società sta cedendo i suoi giocatori, quei pochi rimasti. Dopo Marco Di Fraia, che da qualche giorno ha firmato per giocare con la Sammargheritese in Eccellenza anche il capitano Lele Maucci il prossimo anno vestirà un'altra maglia, ci sono contatti con il Vallesturla e gli "orange" di Santa. Rimarrà solo il settore giovanile, sotto l'ala di Costanzo Celestini. Non ci sono le condizioni per andare avanti, economiche, logistiche e passionali e quindi preferiscono prendersi un anno sabbatico, magari in futuro ci potrebbe essere qualche fusione, insomma la situazione è aperta a diverse soluzioni per il prossimo anno ma per questa stagione rischiano di lasciare, non è ancora ufficiale ma a questo punto sarebbe più sorprendente il contrario. Niente derby con la Ruentes, quindi, che dall'altra parte vive un periodo di grande entusiasmo e prosperità. Non è la prima volta che succedono queste cose a Rapallo, un postaccio per fare calcio, dove ognuno ha il suo orticello e non divide con gli altri il frutto del suo campo. E' arrivata una squadra in serie D, grazie alla fusione tra Bogliasco e Calcio Giovanile Rapallo, e la maggior parte delle persone vede questa cosa come il fumo negli occhi. Invece di vederla come una cosa positiva, che potrebbe migliorare tutto l'ambiente, si vede solo il negativo: ci hanno rubato il campo, non ci sono spazi, chissà quanto dura e così via. In comune non si perde occasione, da parte di alcuni membri, di rinfacciare decisioni e spese fatte nei confronti degli "ospiti del Bogliasco" per permettergli di giocare in serie D, senza avere ancora capito che la società si chiama Rapallobogliasco, con sede al campo "Macera" e porta il nome della città tra Piemonte, Lombardia e oltre e a livello pubblicitario vale più di tante altre cose. E, finalmente, a Rapallo, dopo parecchi anni, si rivede il maggior campionato dei dilettanti, cosa che sarebbe dovuta essere normale per tutti gli anni che sono passati. Insomma la solita situazione tipica di questa città bellissima sotto certi aspetti, naturali e climatici, e penosa per tante altre cose. A Rapallo la soluzione ideale sarebbe una squadra di calcio e una sola, un settore giovanile ma coi contropifferi ed una unità di intenti che invece lascia alquanto a desiderare. Invece siamo lì ad allenarci sullo stesso campo, con i ragazzi, con maglie diverse e a guardarci in tribuna come se fossimo Guelfi e Ghibellini: questa è Rapallo e non mi meraviglio che la gloriosa Rapallo Ruentes 1914, quella per la quale tantissimi hanno indossato maglietta e scarpini, quella che oramai tra fallimenti e fusioni non esiste più, sia finita in questo modo e non possa festeggiare il suo Centenario in campo come sarebbe dovuto essere.
Scritto da La Redazione il 03/09/2013













