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Atalanta-Inter, è già crocevia? Tra l'effetto Palladino e le incognite

La Serie A è ormai entrata sempre più nel vivo. Il finale di questo 2025 vedrà andare in scena delle sfide importanti e tutte da gustare. Tra queste non può non spiccare Atalanta-Inter. Il match, dando uno sguardo alla classifica attuale, può davvero essere un crocevia per entrambi i club in questione.

Non si tratta solo di punti, ma di conferme psicologiche: gli orobici stanno cercando di risalire la classifica con Palladino, arrivato al posto di Juric, che partita dopo partita sta lasciando la sua impronta e creando un’identità nuova, distante dai dogmi del passato recente. I meneghini, dal canto loro, sono in piena lotta scudetto, con un vertice della classifica mai così incerto come quest’anno e la necessità di non perdere terreno.

I pronostici di Atalanta-Inter

Secondo i pronostici sulle partite di calcio odierne Barella e compagni partono favoriti, con una probabilità di vittoria superiore rispetto a quella degli avversari, forte di una rosa sulla carta più profonda. Le sorprese però restano possibili, e gli orobici hanno chance concrete di firmare il colpaccio, anche se meno probabili sulla carta; la chiave potrebbe essere proprio la capacità dell'Atalanta di sfruttare quelle pause difensive che l'Inter ha concesso recentemente.

Alta anche la probabilità che entrambe le squadre trovino la rete, scenario considerato tra i più verosimili vista la potenza di fuoco dei due attacchi. Il resto, come sempre, lo dirà il campo.

Effetto Palladino: la nuova filosofia

L’Atalanta, che come detto e anticipato ha cambiato allenatore nel mese di novembre, ha alternato prestazioni solide a risultati meno convincenti in campionato, mentre il cammino in Champions League è stato convincente ed entusiasmante, con la ciliegina sulla torta della vittoria contro il Chelsea.

Il gioco continua a basarsi sulla verticalizzazione e sulla costruzione dal basso, ma con una variazione tattica sostanziale rispetto alla gestione Juric: se prima l'intensità e la marcatura a uomo erano l'unica via, Palladino sta chiedendo ai suoi un palleggio più paziente per attirare il pressing avversario fuori posizione. Una strategia che richiede coraggio ai difensori ma che, quando riesce, apre praterie micidiali per gli attaccanti.

Con l’ex tecnico della Fiorentina è senza alcun dubbio migliorata la fase difensiva, come testimoniata da un minor numero di gol subiti, frutto di un baricentro spesso più basso e compatto. Concentrandosi sui difetti, però, quest’anno la Dea sta mostrando una certa difficoltà nel concretizzare le occasioni create. È un paradosso tipico delle fasi di transizione tecnica: la squadra produce gioco ma spesso arriva poco lucida negli ultimi sedici metri, sintomo di meccanismi offensivi ancora da oliare perfettamente. Senza alcun dubbio il fatto che giocatori come Lookman e Scamacca abbiano ritrovato la via del gol può aiutare e non poco a sbloccare questo stallo mentale. Insomma, il finale del 2025 e l’inizio del 2026 possono far capire quali potrebbero essere gli obiettivi stagionali.

Inter: solidità, ambizione e il fattore anagrafico

Passando all’Inter, nonostante l’addio in estate di Inzaghi e i dubbi iniziali sulla scelta di Chivu, i nerazzurri stanno dimostrando di poter dire sempre e comunque la loro. Solidità del gruppo, identità tattica e di gioco ormai chiara e consolidata - il 3-5-2 resta il marchio di fabbrica inamovibile - esperienza e qualità di molti singoli sono i principali punti di forza.

Tuttavia, con degli impegni sempre più ravvicinati, a pesare è un’età media sempre più avanzata ed elevata. La gestione delle energie diventa l'incognita principale per lo staff tecnico: mantenere l'intensità alta ogni tre giorni è complesso per una rosa esperta ma logora. In realtà, a voler cercare il pelo nell’uovo, i meneghini in qualche occasione hanno mostrato fragilità difensiva proprio nei finali di gara o contro squadre molto rapide nelle ripartenze. Non a caso, le quattro sconfitte in campionato fanno capire che ci possono essere ancora dei margini di miglioramento e degli aspetti su cui lavorare, specialmente nella tenuta mentale sui 90 minuti.

Appare però chiaro che Lautaro Martinez e compagni resteranno in corsa per il titolo fino alla fine, aggrappandosi alla leadership dei senatori nei momenti di burrasca.


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  Scritto da La Redazione il 28/12/2025
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